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A volte un titolo non serve e a pensarci bene non è che serva proprio tutte le volte.

Quindi oggi guardando alcune foto di alcune preparazioni da me realizzate domenica sera epr una evento privato, pensavo che se togliamo il non necessario abbiamo a che fare solo con la sostanza. Eccola dunque.

C’è un tagliere di legno con una schiera di tronchetti di caprino che caprino non è in quando trattasi di formaggio di latte vaccino, ma tant’è. Tutto appiccicato al esso scorgiamo semi chiari e semi scuri, si tratta di sesamo, tostato e non.

Magicamente alcuni di questi tronchetti appaiono in compagnia di una mix di radicchietti, con capperi e pomodorini conditi… un perfetto pre antipasto.

Un triangolo di pane appare e dietro ad esso si scorge uno sformato, un composto fatto di patate, topinambur e carciofi con un finissimo trito di erbe aromatiche. Ovviamente il composto è stato frullato e montato e servito con una spadellata rapida di un bel mix di funghi.

Poi c’è anche un riso con un colore acceso, inusuale da vedere in un risotto ma a mio avviso molto bello e ti assicuro anche molto buono. Il segreto sta nell’equilibrare la tendenza della barbabietola ad addolcire eccessivamente il tutto, ecco perché il pecorino ed ecco perché delle sottili fettine di bacon passate al forno.

C’é della carne, diligentemente affettata su di una cucchiaiata di castagne, scalogni e quant’altro. Ma si può ordinare un filetto di manzo ben cotto !?……. Si, lo hanno fatto.

Hai visto anche il polpo vero? Io non lo pelo altrimenti gli tolgo il gusto e la sua bella presenza. Qui è in fase di preparazione, finirà arrostito con scalogni, castagne lessate ed erbe aromatiche. Come uno stufatino.

E poi il cioccolato, tanto, morbido, spumoso, una mousse…
Non è una ricetta facile, ci vuole una certa perizia, ma poi tutto vien da sè…  e buonissimamente.

Insomma a volte un titolo non serve, sopratutto non serve a me oggi.

Gualtiero.