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il costo del copertoOrmai pare che tutti quanti si siano stufati del “coperto” al ristorante o alla pizzeria di turno. Nessuno vuol più vedere sul conto finale la dicitura “coperto” o l’ancor più vetusta “pane e coperto” ritenendola un balzello inutile, antipatico, antieuropeo, tipicamente italiano ecc. Però se andiamo ad analizzare alcune delle reazioni anche autorevoli ( qui e qui ) delle persone che sollevano questo quesito, scopriamo che il coperto è fastidioso solo se lo vediamo scritto nel conto finale. Basterebbe quindi per queste persone che fosse cassato in scrittura me poco importa se venga incluso nel prezzo finale.

Quindi anche questa “puzza sotto i naso” nel riguardi del coperto pare essere tipicamente italiana, visto che ha tutto l’aspetto di una fatto estetico.

Ad ogni modo io personalmente ritengo che il costo del coperto ( e relativa dicitura cassata ) vada incluso nei costi totali di gestione e di realizzazione del pasto, come si fa per altri tipi di costi ( affitto, utenze, costi del personale ecc. ).

Tuttavia il costo del coperto per il ristoratore rimane eccome. Il pane mediamente costa 4 € al KG, la lavanderia costa eccome e così costano i bicchieri che spesso si rompono a tavola e via questo passo. Giusto inserirne il costo nel prezzo finale, giusto eliminare l’odiosa voce. Ma essendo io provocatore e provocatorio, instaurerei a titolo di “boutade” un nuovo tipo di scontrino o ricevuta fiscale… quello completo di ogni voce che il ristorante sostiene.

Ogni tassa, balzello, onere e costo deve essere evidenziato in percentuale nel costo del pasto finale, così il cliente sempre molto attento, capirà in via definitiva se il conto pagato sarà congruo o meno con il servizio ricevuto.

Attendo suggerimenti!

Gualtiero.

fonti citate: Il Mangione.it; Dissapore.it; Leonardo Romanelli